Cammino all’interno dei miei occhi

«Leggere in versi è come stare in gabbia col privilegio di volare.»

un libro un cammino
una scelta un verso
una direzione
un dono

Il libro è completato da un cd audio per chi volesse ascoltare queste parole a occhi chiusi e per chi volesse iniziare a comprendere il significato di una scrittura in versi, ritmata dallo scrittore e sostenuta dall’interpretazione del lettore.

il ricavato è interamente devoluto all’ associazione Laura Coviello (A.L.C.)

Introduzione
Tutto è nato da un’idea o forse da un verbo. Limare.

Insegno recitazione ormai da svariati anni e mi sono reso conto che l’approccio delle persone al mondo del teatro nasconde sempre un passato e un presente poco chiaro, o forse troppo.

Come se all’improvviso un mattino ti alzassi con cinque diottrie di meno. I colori si mescolano, i contorni sono sfocati e i minimi particolari sono impossibili da decifrare. Il dottore ti dice che ci vedi benissimo, i tuoi amici ti dicono che dovresti staccare un po’ col lavoro, tua madre ti dice che sei stanco e tu, tu decidi di iscriverti a un corso di teatro. E qui entro in gioco io. Io vedo quello che vedi tu. Quelle sbavature di colore e tutto il resto. Hai trovato un amico. Forse un maestro. E inizia il lavoro. Sistemare, limare, mettere in ordine. Nel giusto ordine. I colori, le sfumature, la luce. In una parola, creare. Creare non significa immaginare, inventare o fabbricare. Creare significa riordinare cose che esistono già. Creare significa morire per rinascere con nuovi pensieri. Pensieri vergini che ti danno la possibilità di sentire la durata e il senso del tempo, come se fosse un canto. Creare significa vestirsi di un colore che sa di bianco.

Vado alla ricerca costante, con i miei allievi, dell’essenza delle cose e mi accorgo sempre più che cercare è sinonimo di togliere. Ripulire.

E così un mattino – credo che fosse domenica, il cielo era grigio -, ho pensato che forse avrei potuto fare di più. Rileggere quello che avevo scritto. E come un artigiano lavora il legno per costruire la propria opera e renderla liscia, senza schegge e con intime venature, così io potevo limare tutte quelle parole. O come uno scultore togliere creta a mani nude. Togliere parole per avvicinarmi all’essenza.

Le parole che andrete a leggere sono l’essenza del mio lavoro.

Questo tipo di lavoro, che è scelta di vita, mi ha portato alla poesia. Ho preso atto che più m’incamminavo in questa direzione e più mi trovavo solo. Felice di esserlo. Perché è faticoso vivere in versi, se capite cosa voglio dire. Non è di facile comprensione, ci vuole tempo e calma. E allora il mio progetto d’insegnamento comprende una guida all’ascolto. Non solo insegno a leggere, ma ad ascoltare. A come porsi in ascolto davanti alle cose, davanti alla vita.

Leggerete brevi racconti, poesie, versi, lettere, canzoni e un consiglio di mia zia Ponina, che non ho mai conosciuto. Mia nonna mi raccontava che suonava il pianoforte divinamente. Suonò fino alla fine. A novant’anni non aveva più la forza per schiacciare quei tasti e la musica non usciva più. Ma oramai ce l’aveva dentro, la musica. Zia Ponina diceva che “la musica deve essere illuminazione del silenzio”.

Ho allegato un cd audio per chi volesse ascoltare queste parole a occhi chiusi e per chi volesse iniziare a comprendere il significato di una scrittura in versi, ritmata dallo scrittore e sostenuta dall’interpretazione del lettore.

Leggere in versi è come stare in gabbia col privilegio di volare.

   Chi fosse interessato ad acquistare il libro può inviare una mail a scuola@faroteatrale.it  o andare al seguente link  

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