Scrittura Creativa Corsi singoli

«La conquista della parola è un percorso da fare insieme, un’esperienza di passaggio attraverso i diversi ambiti di significanza, partendo dalla sfera dell’identità personale, del corpo, delle emozioni e avventurandosi gradualmente nella sfera più grande, quella del mondo esterno.»
Carla Melazzini

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Descrizione del corso

Titolo:  Immagini di genere. Dracula, ET, Philip Marlow

Per la prima volta al Faro Teatrale mi occuperò di «immaginario di genere». Come sempre da queste parti: facendo leggere e scrivere e sperimentare.

Fantascienza, horror, giallo, noir, romanzo rosa… in un anno di lavoro si potrà giocare coi colori dei generi letterari «pop», per imparare dagli stereotipi e, al contempo, rivoluzionarli e trasformarli, farli propri, interpretarli con originalità.

Un anno di perlustrazione intorno alle regole narrative di «oggetti letterari» sufficientemente collaudati, di analisi e proposizione di personaggi-tipo (l’extraterrestre, il commissario, il pirata, il vampiro ecc.) che fanno ormai parte di un moderno pantheon mitico, studio e sperimentazione di trame in cui giocano un ruolo avventura e suspense.

Un modo per scrivere divertendosi, nuotando nel mare di un immaginario fantastico, che – come uno specchio deformante – dichiari chi e come siamo…

Scheda - durata del corso, orari e costi

Poesie
“Vi propongo due mie poesie. Testimoniano una fase, la più recente, della mia ricerca letteraria. Che possano, entrambe, essere di buon augurio per un percorso da fare insieme sulle tracce della scrittura che inventa e sogna e scopre.” - Enrico
Hai cominciato

hai cominciato a ridere ed era prematuro – non hai finito ancora, per esser più sicuro

hai cominciato ad esserci prima in una stanza ti sembrava di soffocare hai aperto la finestra

hai continuato a percorrere una parete ti pareva il mondo e ti è venuta sete

hai visto il sole sullo specchio e poi ti sei messo a cantare

della luna non sapevi nulla però sì, come desideravi quello spicchio di mare!

Se le nuvole

Se le nuvole non possono portarmi

da un velame all’altro

mi alleno nell’espandere nel trasmigrare

Eravamo bambini

Eravamo bambini affascinati

più che dall’albero dalla foglia

dall’ombra d’una voglia

dai tremuli disegni d’ombra sfilati

sapevamo aprire la gola alla luce

in perfetta solitudine

lungo il filo del bacio che ricuce

immaginammo fosse quella, la soglia

e nella stessa via la gatta e il desiderio

la finestra, il segreto, una promessa scritta.

Dal lato in ombra della strada

ci sedemmo in attesa – c’era aria, sole

finimmo d’attendere la morgana

abbagliati – finalmente – privi di parole

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