Seminari di recitazione 2018

Seminari di recitazione 2018

Seminari Estivi del Faro – giugno/luglio 2018

Seminario di Recitazione Teatrale

“Creare nel buio”

Creare è come guardare nel buio. Prima non si vede nulla, poi la vista si abitua.

condotto da Manfredi Pedone

sabato 23 e domenica 24 giugno 2018

dalle 10.30 alle 18.30

 Sono sempre stato affascinato dal buio. Uno spazio dalle infinite possibilità in cui tutto può ancora essere. Almeno finché gli occhi non si abituano e tutto diventa improvvisamente conosciuto alla mente e ordinario. Un po’ come accade nella messa in scena, dalla seconda replica in poi.

La vista è il senso più utilizzato tra quelli a nostra disposizione ma per l’attore – come per qualunque altro essere umano – rischia talvolta di diventare un fattore limitante tanto per la sua crescita quanto per la sua creatività. In questo seminario – ideato sia come momento di riflessione e crescita personale sia di indagine attoriale – ne indagheremo il perché e cercheremo di lavorare “bendati” (sia in senso fisico che metaforico) nel tentativo di esplorare e di creare “nel buio”.

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Seminario di Improvvisazione per la Scena

“Scena vuota, pagina bianca: improvvisare per la scrittura”

Condotto da Giulia Donelli

 mercoledì 27 – giovedì 28 giugno e mercoledì 4 – giovedì 5 luglio 2018

dalle 19.30 alle 23.00

Avere un’idea da raccontare in scena ma non sapere da dove partire per produrre materiale scenico come attore, come autore e come attore-autore: la questione è questa.
La scena vuota ci offre migliaia di possibilità, ma noi abbiamo un solo obiettivo da raggiungere: dire quella cosa. Da dove si comincia? Che linguaggio uso che non siano quelli che conosco nel quotidiano (narrativa, giornalismo, poesia…)? Come collaborano un autore e gli attori per arrivare insieme a scrivere una scena?
Autori e registi hanno un gran bisogno degli attori per scrivere o creare perché il linguaggio teatrale è un linguaggio per azioni, per immagini, attivo, che solo pensato e scritto non regge. Va verificato, ma ancor meglio creato insieme agli attori. Se l’obiettivo è condiviso, a raccontare ci si arriva insieme.
Questo workshop si propone di fornire strumenti utili ad autori e attori alle prime armi con la scrittura drammaturgica e la creazione per la scena. Esercizi di drammaturgia attoriale, suggestioni, e tanta tanta improvvisazione guidata e non per capire che il mondo della drammaturgia non è statico ma attivo e che gli attori  sono, in qualche modo, l’inchiostro della nostra penna: creano e colorano.

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Seminario di Recitazione Teatrale

“Tre sorelle: con e senza Cechov”

Condotto da Giovanni Meola

da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018

venerdì 19.30-22.30 / sabato 10.00-20.00 / domenica 10.00-13.00

Un capolavoro è tale quando innumerevoli sono i modi in cui lo si può approcciare e restituire sulle scene.
Il simbolismo neanche tanto velato, nella scrittura cechoviana, combinato alla tecnica dialogica (totalmente innovativa per i tempi e ancor oggi di incredibile valore) con la quale i personaggi apparentemente dialogano tra loro ma nella sostanza, come nella vita, non fanno altro, il più delle volte, che intrecciare monologhi più o meno interiori, fa di ‘Tre Sorelle’ un lavoro a suo modo ‘misterioso’ e affascinantissimo da studiare, affrontare e provare a domare.
In questo seminario si rifletterà su tutti questi aspetti, come in una vera e propria indagine, per individuare il ‘non detto’ e il ‘non scritto’ e cercare una strada comune che permetta di decifrarne alcuni punti nodali grazie ai quali immaginare scene, rapporti e relazioni attoriali e sceniche su cui lavorare.’
Ai partecipanti si chiede di leggere più volte, con estrema cura, ‘Tre Sorelle’ di A. Cechov, con particolare attenzione alla scansione dei quattro atti, presentandosi al primo incontro con brevi riassunti dei singoli atti,
ponendo mente soprattutto alla scansione interna delle scene del primo atto, che rappresenterà l’oggetto principale del nostro lavoro.
I tre giorni e quattro blocchi di lavoro verranno così strutturati.
Primo giorno: analisi approfondita di testo, sue dinamiche interne e arco dei personaggi principali che compongono la coralità dell’impianto cechoviano.
Primo blocco secondo giorno: individuazione dinamiche conflittuali evidenti o latenti tra i personaggi; scelta di due o tre scene clou del primo atto su cui lavorare e loro riscrittura scenica sintetica,
all’impronta, da parte dei partecipanti suddivisi in gruppi di lavoro.
Secondo blocco secondo giorno: messinscena delle scene preparate; analisi degli esiti del lavoro attoriale e registico compiuto; rotazione dei gruppi di lavoro con scambio di personaggi e scene.
Terzo giorno: proseguo del lavoro di rotazione e approfondimento, attoriale, drammaturgico e registico, sulle scene scelte.

GIOVANNI MEOLA
Drammaturgo, regista, produttore, formatore, fondatore della compagnia Virus Teatrali, ha scritto e diretto una trentina di spettacoli che sono stati rappresentati in decine di teatri e festival teatrali nazionali.
“Il giorno della laurea”, che apre la raccolta “Teatro”, è stato prodotto dallo Stabile di Napoli. “L’Infame” è in allestimento da quasi un quindicennio e si avvicina alle 200 repliche. È ideatore e direttore artistico di format come “I racconti che ci raccontano” e di progetti di letture drammatizzate collettive quali “Editoriali Grandi Firme” e “Scritti (ancora) Corsari”, nonché delle rassegne teatrali “La base dell’iceberg”, “Teatro alla Deriva” e “Teatro Deconfiscato”.
Ha ricevuto diversi premi per i suoi testi teatrali, tra i quali spicca il Premio Enriquez 2008 per la Drammaturgia Sociale. È inoltre sceneggiatore e regista cinematografico con sei cortometraggi all’attivo, pluripremiati e proiettati anche all’estero, con protagonisti del calibro di Massimo Dapporto, Giulio Scarpati, Mariangela D’Abbraccio.

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Seminario di TeatroDanza e TeatroSacro

“Essere difficoltà”

Coerenza e coscienza scenica

Condotto da Marco Penitenti

da venerdì 6 a domenica 8 luglio 2018

venerdì 19.30-22.30 / sabato 10.00-18.00 / domenica 10.00-18.00

Programma

Il percorso del seminario è diviso in tre parti:

1.Lavoro su di sé prevalentemente fisico (conoscenza) 2.Incontro con l’anima (riconoscenza) 3. Incontro con l’altro (onestà)

Descrizione

Insieme partiremo dal corpo, ognuno dal proprio. Un lavoro di risveglio, di sensibilizzazione, di avvicinamento all’energia vitale che ci abita. Un viaggio da fare con coraggio per attraversare la pelle che ci riveste e ci unisce (e non separa) al mondo esterno, per metterci alla prova, riscoprirci o scoprirci capaci, vivi e disposti a tornare a sentire e ascoltare.

A un corpo pronto chiederemo di farsi guidare dalla musica e guidarci nell’ascolto dell’anima che vibra, comunque e sempre, dentro noi. Useremo un oggetto inanimato, onestamente capace di rivelarci la nostra essenza e il nostro agire, in un lavoro poetico di ascolto naturale del mondo, sostenuti dalla musica.

Per arrivare, in fine, all’altro. Due corpi, due anime, pronte e vibranti che si incontrano nella difficoltà di rimanere oneste e di creare scenicamente e in libertà. Prendersi cura dell’altro, degli altri, della scena, del mondo. Rendere Sacro ogni attimo di esistenza.

Nulla mi è più caro della difficoltà che so vivere.”

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Seminario di Recitazione Teatrale

“Stare nel vuoto”

Vegliare nel nulla

Condotto da Massimo Sabet e Umberto Terruso

da venerdì 13 a domenica 15 luglio 2018

venerdì 19.30-23.00 / sabato 10.30-24.00 / Veglia Notturna / domenica 10.00-16.00

Il seminario si dà come fine quello di lavorare sulla presenza scenica e sull’ascolto dell’attore. Attraverso esercizi d’improvvisazione (contact) si lavorerà sulla recitazione sul momento, sul ‘’qui ed ora’’. Si metterà da parte la razionalità e il giudizio per ascoltare, attraverso il corpo, la sfera più emotiva. Successivamente si aggiungerà il testo per esplorarlo dal suo interno ed arrivare così ad una recitazione sincera. Il seminario comprende anche il lavoro sulla ‘’veglia’’. Attraverso esercizi spirituali, nelle ore notturne, ognuno, a turno, avrà il compito e la responsabilità di vegliare sul riposo dell’intero gruppo.

“Dobbiamo immaginare la nostra esistenza quanto più vasta possibile, tutto, anche l’inaudito, deve trovarvi spazio.”

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